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I Camuni


Incisioni rupestri della Val Camonica I Camuni erano gli antichi abitanti della Valcamonica, vallata delle Alpi Retiche meridionali all'interno dell'attuale provincia di Brescia. Per molti millenni la Valle Camonica rimase coperta da un ghiacciaio imponente, che faceva parte della calotta più ampia che in varie riprese, negli ultimi due milioni di anni, ha interessato il sistema alpino.
Piccole pietre, ghiaia, sabbia, macigni di varie dimensioni, sotto la forte pressione del ghiacciaio in movimento, hanno abraso e levigato le rocce sottostanti (la cui formazione risale ai remoti tempi del Periodo Permiano, quando stava ancora sotto il mare, circa 280-225 milioni di anni fa) per mezzo di grossi accumuli di detriti, che prendono il nome di Arenarie Permiane.

Quando i ghiacciai si ritirarono, circa 12.000 anni fa, rimasero esposte le superfici rocciose dall'aspetto levigato, paragonabili a enormi lavagne naturali: così certamente apparvero ai camuni che, stanziatisi nella Valle, iniziarono ad incidere sui massi episodi della vita quotidiana.

Alla cultura dei camuni è attribuito il più importante ciclo di incisioni rupestri dell'intero arco alpino, che si sviluppa in particolare in due aree della valle: a Luine (Boario Terme), sede delle più antiche raffigurazioni di stile naturalistico, databili ancora al Paleolitico, e a Capo di Ponte, dove è stato creato il Parco nazionale delle Incisioni rupestri.

Rari rinvenimenti dell'arte rupestre dei camuni più antica, databili al V-IV millennio a.C., rappresentano perlopiù figure umane stilizzate; rinvenimenti successivi, risalenti all'incirca all'età del Rame (III millennio a.C.), sono caratterizzati da ampie composizioni monumentali realizzate su massi, e raffigurano armi, aratri, carri trainati da buoi, la cui ordinata chiarezza sembrerebbe riflettere una nuova organizzazione della società camuna in senso patriarcale.

In seguito, nell'età del Bronzo, appaiono le prime scene di tipo narrativo, quelle che caratterizzeranno la produzione figurativa dell'età del Ferro (VIII-I secolo a.C.), a cui risale la maggior parte delle incisioni rupestri della valle, improntate a uno stile naturalistico, che riproducono con notevole frequenza realistiche scene di caccia, di guerra, del lavoro dei campi, ma anche attività artigianali, scene di culto, così come gruppi di abitazioni riunite in villaggi.

Nel 1979 le incisioni rupestri della Valcamonica sono state dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

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Molte delle incisioni sono di aspetto bizzarro ed enigmatico:  chi si diletta nelle teorie legate alla Paleoastronautica o degli Antichi Astronauti (già introdotte da studiosi e scrittori del calibro di Peter Kolosimo, Erich Von Däniken, Robert Charroux ecc),  nota soprattutto alcune figure umane stilizzate, la cui testa è "racchiusa" all'interno di una specie di casco trasparente, all'esterno del quale si dipartono sorte di raggi (fasci di luce?).

Le creature, o gli "spaziali" come qualcuno ha sostenuto in volumi dedicati all'argomento, reggono nelle loro mani degli oggetti, strumenti di origine ignota.

Va ricordato che le misteriose figure di tali presunti Antichi Astronauti hanno spinto alcuni coraggiosi ricercatori a ipotizzare la venuta sulla Terra, durante il periodo Neolitico, di visitatori extraterrestri.

La teoria, molto cara al noto professore russo Aleksandr Kasanzev, ha avuto ampia eco, portando alla scoperta di altre incisioni più o meno simili in aree remote del pianeta: dall'Africa all'Australia, dalla Francia alla Mesoamerica, fino alle Ande.